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, le tecniche sono moltissime: dall’isolamento alla privazione del cibo, dalle esecuzioni sommarie alle violenze sessuali, dalle percosse sotto la pianta del piede al  waterboarding  fino alla sospensione per le braccia. Esiste una relazione tra le tecniche usate e i sintomi riportati dalla persona sopravvissuta alla tortura: ritiro sociale, difficoltà ad avere un equilibrio emotivo, emozioni iperrappresentate, sintomi intrusivi, pensieri ossessivi, silenzio, confusione, dimenticanza, paura, ansia, insonnia, impotenza o ansia di castrazione, alcolismo, tossicodipendenza, depressione, iperreatività agli stimoli, sindromi psicotiche con sintomi dissociativi, spersonalizzazione.

“Secondo  Medici per i diritti umani, l’80 per cento delle persone  passate dalla Libia ha subìto violenze e torture”, spiega Francesco Rita. “La violenza inferta per ragioni politiche produce effetti abbastanza diversi da quella praticata per motivi criminali”, afferma. Ma in Libia c’è un elemento ulteriore che caratterizza i torturatori: il razzismo.

di  Antonio Arduino  
24 luglio 2017
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Aversa –  La prima rogna per il neo assessore all’Ambiente,  Marica De Angelis , arriva dal  Parco Pozzi  anche se il problema interessa anche  Enrico De Cristofaro  nella doppia veste di sindaco e delegato al Verde ed ai Parchi pubblici. Da oltre un mese l’area verde, l’unica davvero utilizzata dai cittadini, soffre per carenza d’irrigazione. L’impianto d’innaffiamento dapprima funzionante in maniera discontinua si è completamente bloccato per un danno prodotto da ignoti, cosicché manca completamente la possibilità di soddisfare la richiesta d’acqua che arriva dal verde.

La conseguenza è un lento ma costante disseccamento di arbusti e aiuole che potrebbe interessare, a breve, anche gli alberi dal momento che il mese di agosto si preannuncia ancora più caldo di luglio. Il problema è noto all’ufficio verde pubblico che si sarebbe già da tempo attivato per acquistare il pezzo danneggiato ma non potrebbe provvedersene realmente per mancanza di fondi.

“Nel bilancio – raccontano dall’ufficio – non è stato previsto un euro per il verde pubblico. Così non abbiamo la possibilità di sostituire o riparare le attrezzature necessarie a garantire la cura del verde come, ad esempio, il cestello utilizzato per la potatura degli alberi”.

Ma non solo manca la possibilità di acquistare o disporre la riparazione di attrezzature danneggiate, l’ufficio verde non ha la possibilità di fornire il carburante necessario a far funzionare la decespugliatrice, figuriamoci quello necessario ad intervenire per ripristinare l’impianto d’irrigazione di Parco Pozzi che tra l’altro non è l’unico impianto d’irrigazione non funzionante perché la situazione non è migliore negli altri parchi pubblici cittadini. Da qui la necessità di trasferire un minimo di euro da un capitolo del bilancio all’ufficio verde per la cura dei parchi pubblici così da salvaguardarne il verde ed insieme l’immagine della città.

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  • Un intervento che dovrebbe essere sponsorizzato dall’assessore all’Ambiente, che di certo sa che il verde fa bene all’ambiente, e deciso dal sindaco nella veste di delegato al ramo.